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#StopCETAsubito: mobilitiamoci per bocciare il CETA prima delle Elezioni europee

Nonostante le promesse, gli impegni elettorali, il Contratto di governo e le dichiarazioni pubbliche, dobbiamo constatare che il governo sta prendendo tempo invece di bocciare il CETAPubblicamente viene ribaditauna contrarietà agli accordi che ledono la sovranità dell’Italia o che minacciano l’agricoltura, i consumatori e l’ambiente. Eppure, nonostante sia possibile in qualunque momento portare la ratifica del CETA al giudizio di Camera e Senato, questo non sta succedendo. Anzi: la Task force istituita al MISE per valutare i trattati commerciali ha riaperto ieri la partita CETA su un capitolo ampiamente esaminato, come quello dei prodotti italiani a Indicazione geografica protetta schiacciandosi sulle voci pro-trattato. La stessa Task force non viene convocata su trattati controversi come quelli con Singapore e Vietnam, cui il Governo italiano ha dato il via libera tecnico opponendo – nel caso del Vietnam – una riserva non vincolante e aggirabile e sui diritti umani.

Non possiamo accettare, mentre la Commissione Europea spinge per approvare con Trump verso un nuovo TTIP, si rinvii ancora la bocciatura del CETA che potrebbe arenare tutti gli iter ancora aperti dei trattati tossici. E’ venuto il momento di dire basta. Non possiamo buttare via una battaglia di quattro anni che coinvolge centinaia di organizzazioni e tantissimi cittadini.

Ecco perché lanciamo una mobilitazione per domani, 22 novembre dalle 12 

Chiediamo con un tweetstorm e un mailbombing a Di Maio e Salvini di portare il trattato UE-Canada in Parlamento prima delle elezioni europee, per votare parere negativo alla ratifica. Solo così sarà possibile fermare la corsa della Commissione europea verso l’approvazione di una lunga serie di accordi tossici come il CETA, e riaprire una discussione sul commercio internazionale in tutto il continente. Alziamo la mano per dire #StopCETAsubito!

 

COME PARTECIPARE

Tweetstorm

Lancia questi tweet verso i ministri Di Maio, Salvini e al Sottosegretario Geraci per chiedere di bocciare il CETA in Parlamento prima delle prossime elezioni europee!

  • Anche io alzo la mano per dire #StopCETAsubito! @luigidimaio @matteosalvinimi @michele_geraci portate l’accordo tossico in Parlamento e bocciatelo prima delle europee!
  • Basta prendere tempo! @luigidimaio @matteosalvinimi @michele_geraci vogliamo che il Parlamento voti #StopCETAsubito! Se non lo fate, vi aspettiamo alle europee

 

Email

Scrivi una email ai ministri Di Maio, Salvini e al Sottosegretario Geraci per chiedere di bocciare il CETA in Parlamento prima delle prossime elezioni europee! Puoi utilizzare il testo base sottostante, e indirizzarlo a:

 
 
OGGETTO: Alzo la mano per dire #StopCETAsubito

Con la presente il sottoscritto/a vi chiede di onorare l’impegno pre-elettorale #No CETA #Non tratto proposto dalla Campagna, per cui tutti i candidati di M5S e Lega hanno aderito senza ulteriori indugi. La prima riunione dedicata al CETA della Task Force sui trattati internazionali istituita presso il Mise – incentrata sul tema delle Indicazioni Geografiche la cui trattazione è stata affidata a soli tecnici della struttura, gli stessi del precedente Governo, o favorevoli al CETA, in presenza di una platea in larga maggioranza a sostegno – ci fa dubitare che altre ‘manine’ a proprio agio nei corridoi dello Sviluppo Economico vi stiano spingendo lontano dall’impegno assunto con gli elettori di bocciare il CETA per riaprire con la Commissione europea un confronto serio su struttura e priorità dei negoziati commerciali.

La riunione si è conclusa con un sondaggio per alzata di mano fra i presenti su chi fosse favorevole o contrario al CETA dopo l’esposizione ascoltataCon questo messaggio voglio alzare anch’io la mano per ribadire la mia contrarietà a CETA, TTIP e tutti i trattati tossici.

– Con la Campagna Stop TTIP/Stop CETA Italia siamo preoccupati che la Commissione Europea stia procedendo alla richiesta di un nuovo mandato negoziale per approvare il TTIP con Trump.

– Gli USA intendono, infatti, utilizzare il nuovo accordo commerciale stretto con Canada e Messico (USMCA, il dopo NAFTA) come base per definire standard comuni per produzioni e consumo per accelerare gli scambi con l’Europa, costi quel che costi per lavoro, ambiente e diritti. 

– Già oggi, grazie al CETA, il nuovo NAFTA permetterà agli operatori Usa con base in Canada, come abbiamo sempre denunciato, di ottenere sui nostri mercati gli stessi vantaggi del CETA e di fare pressione suo comitati regolatori riservati per abbattere garanzie e standard europee che ritengono più costosi e immotivati.

– Se daremo il via libera al CETA con la ratifica parlamentare, mentre il Canada ha gioito per l’eliminazione dal nuovo trattato con gli Usa del pericoloso arbitrato ISDS/ICS – perché definito ai massimi livelli di Governo uno strumento che subordinava ai profitti delle corporation la capacità dello stato di normare a protezione dei diritti dei cittadini – a noi lo imporrà limitando allo stesso modo la nostra democrazia.
– Per di più, la Commissione europea sta attaccando, con una rivisitazione della dannosa direttiva Bolkestein, la capacità di Comuni e Regioni di regolare i servizi pubblici locali e i territori. Si vuole imporre agli Enti locali, per quanto riguarda le proprie iniziative legislative, l’obbligo di notificarle preventivamente e di concertarle con la stessa Commissione.
– Il 12 e 13 dicembre il Parlamento europeo, infine, con il vostro consenso, si troverà a votare il trattato di liberalizzazione commerciale tra Europa e Giappone senza che il Parlamento italiano possa dire nulla su quanto prevede. Successivamente il Parlamento europeo affronterà anche il trattato con Singapore e quello con il Vietnam, cui l’Italia ha dato un primo via libera tecnico pur con una riserva non vincolante di facciata sui diritti umani, di fatto contraddicendo , soprattutto nel caso del Vietnam, vostre esplicite e reiterate dichiarazioni pubbliche, e senza alcun coinvolgimento della Task Force o del Parlamento italiano che non potrà in alcun modo intervenire nel merito.

Il tutto, con buona pace della sovranità nazionale da voi sbandierata nello scontro con l’Ue sulla Legge di Bilancio, che avrà il respiro molto corto se non troverà coerenza in un’agenda commerciale davvero diversa rispetto a quella cui state contribuendo con i vostri ripetuti assensi.

E’ urgente che diate seguito il prima possibile alle promesse elettorali.

Vi chiediamo di portare il CETA in Aula e con ampio anticipo rispetto alle prossime consultazioni europee, in vista delle quali ulteriori promesse suonerebbero strumentali e prive di effettiva volontà politica e di respingere l’ipotesi di procedere alla firma di altri trattati che non garantiscono i diritti umani, il lavoro e l’ambiente.

 
 
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