32° edizione 25-27 settembre 2026
Lecco, Piazza Cermenati

Segni di Comunità

Nel labirinto del mondo contemporaneo

Tuttaunaltracosa comincia a prendere forma. Quest’anno ripartiamo da Lecco, affacciati sul lago,in un posto incantevole, ricco di storia e di storie…

Tuttaunaltracosa comincia a prendere forma. Quest’anno ripartiamo da Lecco, affacciati sul lago, in un posto incantevole, ricco di storia e di storie…

Viviamo in un labirinto, il nostro mondo è un labirinto.

Non quello antico, fatto di pietra e mistero, con un centro da raggiungere e un filo da seguire. Il labirinto in cui ci muoviamo oggi è fatto di accelerazione e solitudine, di connessioni virtuali e distanze reali, di scelte infinite che paradossalmente ci lasciano più smarriti che liberi.

In questo labirinto, qualcosa si è perduto. Non all’improvviso, non per colpa di qualcuno in particolare — ma lentamente, come acqua che filtra via. Si è perduta la comunità: quella trama invisibile e concreta insieme che univa le persone nei paesi, nei cortili, nei mercati. Quella capacità di conoscere il proprio vicino, di chiedere e offrire, di sentirsi parte di qualcosa che non si esaurisce nell’individuo.

La comunità non era perfezione. Era fatica, era compromesso, era anche conflitto. Ma era soprattutto reciprocità ;  la certezza che nessuno fosse del tutto solo, che ogni gesto avesse un destinatario, che la propria vita fosse intrecciata con quella degli altri.

Eppure, nel labirinto, ci sono segni.

“Nel labirinto non troverete draghi o creature degli abissi, invece affronterete qualcosa di molto più impegnativo. Vedete, le persone cambiano nel labirinto… Oh, trovate la coppa se potete, ma siate molto cauti, potreste perdere voi stessi lungo la strada.” 

”Da Harry Potter e il calice di fuoco”

Chi ha camminato prima di noi ha lasciato tracce. Chi cammina accanto a noi a volte si ferma e indica una direzione. Non sono mappe, sono gesti, sono scelte, sono pratiche che dicono: esiste un altro modo.

Il commercio equo e solidale è uno di questi segni.

È il segno di chi ha deciso che dietro ogni prodotto c’è una persona, e che quella persona merita dignità. È il segno di una relazione possibile tra chi produce e chi consuma, tra mondi lontani che possono scegliere di incontrarsi nell’equità invece che nello sfruttamento. È il segno che la comunità non conosce confini geografici,  che possiamo essere vicini a un agricoltore in Costa d’Avorio o a un artigiano in Perù, in Bolivia, in Vietnam o in Madagascar con la stessa cura con cui potremmo esserlo con il nostro vicino di casa.

Proprio questo è il motore che ci spinge ad andare avanti, anche con Tuttaunaltracosa, essere testimoni di questi segni, ricordare e prestare attenzione a tutti i segni che anche qui accanto a noi sono tanti e ricordare che è solo insieme che possiamo trovare la strada per uscire dal labirinto dell’indifferenza, dell’egoismo, della paura, del potere.

Perché nel labirinto, la cosa più importante non è trovare l’uscita da soli. È accorgersi che non siamo soli — e che insieme, seguendo quei segni, possiamo costruire un mondo che sia ancora un luogo in cui valga la pena vivere.

Vi aspettiamo con noi a TUTTAUNALTRACOSA 

L’ingresso è libero a tutta la manifestazione

Facebook: TuttaunaltracosaInstagram: Assobotteghe

Per informazioni e comunicazioni 
Maria Teresa Pecchini

Cell.: 3384683824

Mail.: mteresa1612@gmail.com

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