LOOM Fairtrade
LOOM Fair Trade è una cooperativa senza finalità di lucro nata nel 2014 con l’obiettivo di sostenere progetti di commercio equo e solidale e instaurare rapporti e strategie condivise con i produttori e con le loro organizzazioni di riferimento. Importiamo sciarpe artigianali e accessori prodotti nel rispetto dei principi del commercio equo. LOOM si ispira ai principi di economia solidale: · Giustizia sociale e rispetto della dignità dell’uomo. · Riscoperta e valorizzazione delle tradizioni. · Rispetto della sicurezza e salute dei lavoratori. · Salvaguardia dell’ambiente. · Prefinanziamento ai produttori sugli acquisti. · Riconoscimento di un profitto giusto e dignitoso. · Sostegno ai progetti di lotta alla povertà nelle comunità più povere. · Promozione dell’inclusione sociale e del lavoro per i gruppi vulnerabili, disabili e minoranze etniche.
Le artigiane della seta ♦ Vietnam
Oggi molto spesso siamo abituati a vedere immagini di prodotti. Ma da dove nascono?
L’estate scorsa sono partita da Hanoi con un’amica che si chiama Federica e Lan. Quello che ci accomuna è la facilità di creare sognando, partendo da un tessuto o da un’immagine un qualcosa di nuovo.
Siamo partite da un caldo umido che si attacca addosso in una giornata piovosa.
Siamo salite sulle montagne, 4 ore di macchina in paesaggi, vegetazione che cambiavano continuamente.
Destinazione Pa Co.
Siamo arrivate con la pioggia battente.
Le montagne coperte da una nebbia sottile.
Accolte da una signora Hamong piccola di statura con un marsupio in cui dormiva la nipote. Lei intanto cucinava tranquilla.
Una casa in muratura. Al piano terra una grande stanza, sotto la cucina e altre stanze. Gli Hamong qua tengono sempre un fuoco acceso in casa, ci ha spiegato Lan e d’inverno la temperatura scende molto.

Mi sono guardata intorno e non sono riuscita a immaginarmi la vita qua con il freddo battente. Già ieri c’erano molti gradi meno rispetto ad Hanoi e molta meno umidità.
Siamo andate a trovare le altre sorelle Hamong, le ragazze giovani stavano sciacquando i batik precedentemente tinti con l’indaco.
Ci hanno spiegato il procedimento.
Erano all’ultima fase di risciacquo.
È buffo perché mi sono rivista un po’ quando tingo e mi sono sentita a casa.
Abbiamo pranzato.
Verdure, zuppa, tofu, carne, riso, uova.
Mentre mangiavamo abbiamo iniziato a disegnare, giocherellando, in un foglio di carta sfere di diversa grandezza, alcune in tinta unita, alcune tinte con l’indaco. Ed è magico perché in quei momenti la lingua diversa non è più distanza. Insieme, noi tre creavamo modelli nuovi di collane. Per gioco, componendo e scomponendo intervalli e dimensioni di sfere.

Poi siamo tornate al lavoro e abbiamo trovato una sorella Hamong che ci ha fatto vedere il procedimento della lavorazione della canapa.
Coltivano riso, verdure, piante tintorie, canapa.
Piano piano ha smesso di piovere e le montagne si sono fatte salutare.
La vegetazione meravigliosa.
È arrivato il tempo di ripartire.
Ci siamo strette le mani, abbracci ripetuti e tra i sorrisi siamo ripartire con il cuore colmo di gratitudine.
I gruppi etnici hanno scuola e cure sanitarie gratuite. Mi viene ogni volta che sento questa frase da pensare alla vita che fanno.
Coltivano, allevano qualche animale per la carne e le uova, fanno lavorazioni artigianali elaborate, tramandano tradizioni. Vivono in aree remote a contatto con la natura e non si arrendono al clima. E sorridono.
Sorridono sempre.
Piena di ammirazione e gratitudine per aver condiviso del tempo insieme.
Partendo da quei disegni durante quel pranzo, qualche tempo dopo Lan mi manda le foto delle collane. E poi le spedisce. Apro il pacchetto e sorrido. Tanta soddisfazione. Tanta meraviglia.
Ecco l’inizio di questo nuovo viaggio delle collane Indaco.

