Campagne in corso!

Scrivici_anim
24th gennaio 2019

Assobotteghe tra i promotori della campagna “Stop ISDS – Diritti per le persone, Regole per le Multinazionali”

Comunicato Stampa

Stop ISDS – Diritti per le persone, Regole per le Multinazionali

Ufficio stampa Francesco Verdolino: francesco.verdolino@hotmail.it ♦ 3398129813

Il 22 gennaio a Davos al via la campagna europea per la difesa dei diritti dei cittadini e dell’ambiente contro la minaccia di sanzioni e ritorsioni da parte delle grandi imprese

Il 22 gennaio 2019, in occasione del World Economic Forum (WEF) di Davos, organizzazioni della società civile, sindacati e movimenti, coordinati in Italia dalla Campagna Stop TTIP/CETA insieme, tra gli altri, a Coordinamento nazionale No triv, Attac, Assobotteghe, A Sud, Fairwatch, Focsiv, Forum italiano dei Movimenti per l’acqua, Fair, Navdanya International, Terra e Water Grabbing Observatory lanciano la petizione internazionale STOP ISDS* in 16 Stati membri dell’UE, chiedendo all’istituzioni e ai governi europei lo stralcio delle clausole arbitrali da tutti gli accordi commerciali e di investimento in vigore e in fase di trattativa. Con la petizione si invitano, inoltre, l’UE e gli Stati membri a sostenere il raggiungimento del trattato vincolante delle Nazioni Unite sulle multinazionali e i diritti umani.

Alcuni degli strumenti più potenti in mano alle aziende, infatti, per impedire alle istituzioni nazionali di mettere i diritti dei propri cittadini al primo posto rispetto ai soliti interessi, sono proprio le penali e le clausole arbitrali inserite nella maggior parte dei trattati commerciali e negli accordi relativi agli investimenti.

Come documenta il nuovo Rapporto “Diritti per le persone, regole per le multinazionali:” scaricabile a questo link https://bit.ly/2AXal9d, redatto da Francesco Panié e Alberto Zoratti, una raccolta di numeri, analisi, statistiche ed esempi di cause intentate dalle multinazionali contro gli Stati, attraverso il meccanismo di composizione delle dispute fra investitori e Stati (ISDS), i dati su 195 cause concluse negli ultimi trent’anni dimostrano che in tutto il mondo gli Stati hanno dovuto pagare 84,4 miliardi di dollari alle imprese private a seguito di sentenze sfavorevoli (67,5 miliardi) o costosi patteggiamenti (16,9 miliardi). Una cifra parziale, visto che alcune cause sono segrete e altre ancora pendenti. Soldi sottratti a politiche sociali, ambientali, salariali.

Oltre quaranta delle società quotate come “partner industriali” del WEF sono state coinvolte in casi ISDS.

Mentre i CEO delle multinazionali qui a Davos cercano di presentarsi come una forza per il bene di fronte ai politici, molti di loro stanno facendo causa ai governi per indebolire le politiche progressiste di cui abbiamo bisogno. Questo non è altro che pura ipocrisia. L’ISDS rappresenta un’enorme minaccia per la democrazia, i diritti umani e l’ambiente.” ha dichiarato Monica Di Sisto portavoce di Stop TTIP/CETA Italia e membro del coordinamento europeo della campagna.

Per questo, la petizione “Stop ISDS – Diritti per le persone, Regole per le Multinazionalichiede l’istituzione di un trattato legalmente vincolante delle Nazioni Unite su Corporations e Diritti Umani, come di nuove legislazioni europee e nazionali, per far sì che le imprese rispondano legalmente delle proprie azioni e le persone e le comunità colpite dai loro abusi possano accedere con certezza alla giustizia.

L’Unione Europea e gli Stati membri hanno l’opportunità di mettere fine a questi privilegi per le multinazionali cancellandoli dagli accordi commerciali e sugli investimenti esistenti e non approvandone altri in futuro. Servono vincoli legali espliciti che rendano le imprese transnazionali responsabili per le eventuali violazioni dei diritti umani, mettendo finalmente fine alla loro impunità” conclude Marco Schiaffino di Attac Italia e membro del coordinamento europeo della campagna.

Primo banco di prova per il Parlamento europeo sarà il voto del prossimo 12 febbraio sul trattato per la liberalizzazione degli investimenti tra Europa e Singapore, che contiene un arbitrato ISDS-ICS. Ne chiediamo, a una voce da tutti i Paesi coinvolti, la bocciatura come primo segnale tangibile di buona volontà politica.

Rinunciare agli arbitrati non è solo necessario, ma più che possibile: nella nuova versione del NAFTA, che regola l’area di libero scambio tra Usa, Canada e Messico, l’arbitrato è strato stralciato persino da Donald Trump su richiesta canadese perché, come ha spiegato lo stesso Ministro degli Esteri canadese Chrystia Freeland, impediva al loro governo di “mettere gli interessi dei cittadini al di sopra di quelli corporativi”. Un’attenzione però venuta meno nella stesura del CETA, il trattato di liberalizzazione commerciale tra Canada e Europa, che, qualora fosse ratificato dall’Italia e gli altri membri dell’UE, rappresenterebbe una minaccia per i nostri Paesi a vantaggio, con una certa ironia, proprio degli investitori canadesi. Per questo continuiamo a chiedere al Governo italiano la sua rapida calendarizzazione e bocciatura, prima delle Elezioni europee, in linea con gli impegni elettorali e il sostegno in Consiglio europeo alle richieste della Campagna ISDS.

*La petizione Stop ISDS è sostenuta da oltre cento associazioni, organizzazioni della società civile, sindacati e movimenti italiani che in questi anni hanno lottato per la promozione dei diritti umani e dell’ambiente e contro trattati dannosi come TTIP e CETA, e da altre centinaia di organizzazioni in tutta Europa attive sugli stessi temi.

 


Clicca qui per scaricare il comunicato stampa

Clicca qui per scaricare la sintesi del Report “Diritti per le persone, regole per le multinazionali/Stop ISDS”

Clicca qui per sottoscrivere la petizione: https://stop-ttip-italia.net/diritti-per-le-persone-regole-per-le-multinazionali/

 

29th dicembre 2018

“Dal 2003 seminiamo, raccogliamo e distribuiamo non solo chicchi di caffè ma di giustizia, dignità, uguaglianza e autonomia.”

Anche quest’anno vi invitiamo a supportare il progetto Tatawelo! A breve riapre il prefinanziamento dell’anno 2019.

 


Dall’articolo apparso su Il Manifesto

In Chiapas il caffè è rivoluzione

– Luca Martinelli, 27.12.2018

 

Storie. Dalle comunità zapatiste all’Italia, i chicchi prodotti dagli indigeni messicani sono il legame più forte tra l’Ezln e il nostro paese. E ora sono pronti a sbarcare pure i biscotti rivoluzionari.

È passato un quarto di secolo dal primo gennaio del 1994, quando nel Sud-est messicano un esercito indigeno attaccò il governo e il neoliberismo: quel giorno entrava in vigore l’accordo di libero scambio tra Messico, Stati Uniti e Canada, e dal Chiapas i discendenti dei Maya gridarono il loro «Ya Basta!», scegliendo l’insurrezione armata per dare visibilità alle loro richieste. Venticinque anni dopo, mentre l’Esercito zapatista di liberazione nazionale (Ezln) festeggia l’anniversario con balli, canti e tornei di pallacanestro nei municipi autonomi ribelli, migliaia di italiani celebreranno quel grido sorseggiando il primo caffè del mattino. Perché uno dei legami più duraturi tra il Chiapas zapatista e il nostro Paese è quello segnato dall’aroma del caffè, e segue il viaggio dei «chicchi» verdi, che dopo esser stati essiccati negli spiazzi davanti alle case in legno delle comunità zapatiste finiscono in sacchi di juta dentro container con destinazione il porto di Genova.

QUEI GRANI frutto di cafetales condotti col metodo dellagricoltura biologica sono raccolti nella regione degli Altos del Chiapas dai circa 800 contadini associati nella cooperativa Yachil Xojobal Chu’lchan, che è oggi il fornitore principale delle tre realtà italiane che importano caffè zapatista: l’Associazione Ya Basta, la torrefazione artigianale Caffè Malatesta e l’Associazione Tatawelo, che opera in collaborazione con la cooperativa Libero Mondo. È stata Tatawelo, a inizio dicembre, ha lanciare un appello per denunciare le violenza in corso nella regione degli Altos, dopo il ritorno da una missione di Dulce Chan Cab e Walter Vassallo, che sono i Referenti del progetto in Chiapas dell’associazione. Nella zona infatti ci sono circa 3 mila profughi e 4 mila indigeni impossibilitati a vivere nelle loro terre, vittime della violenza causata da un’assegnazione di confine che non rispetta i limiti storici della regione.

GLI ANZIANI DEL VILLAGGIO vedono i campi dove coltivavano il mais e il caffè occupati dai vicini che, armati, si sono impossessati delle terre creando desplazados ( sfollati). I desplazados sono gruppi di popolazione povera, resiliente, capaci di vivere in comunità organizzandosi con poco, e in cui la terra e il mais risultano elementi essenziali di sopravvivenza e del caffè fanno fonte di reddito.

«Siamo stati in Messico dal primo al 23 novembre, e come sempre abbiamo visitato i nostri referenti, e contadini associati alla cooperativa» racconta Walter Vassallo allExtraTerrestre. «A San Cristobal de Las Casas ci siamo confrontati con lo staff del centro diritti umani Fray Bartolomé de Las Casas e con il Desmi (l’associazione che dà supporto in ambito agronomico alle comunità, ndr), decidendo poi di promuovere quest’appello, che come importatori abbiamo già inviato». È indirizzato, tra gli altri, al sottosegretario per i diritti umani del governo messicano (che dal 1° dicembre è guidato da Andrés Manuel Lopez Obrador, del partito Morena), al governatore dello Stato del Chiapas, ma anche all’ambasciata italiana e alla responsabile dell’Ufficio Economico-Commerciale della nostro ufficio diplomatico. «I contadini locali hanno serie difficoltà nel recarsi alle loro coltivazioni per seminare mais o raccogliere il caffè» aggiunge Vassallo «tanto che con il Frayba stiamo pensando a brigate di osservazione internazionale per tutelare almeno la raccolta del caffè nei municipi coinvolti, dove risiedono anche alcune decine dei nostri produttori».

A GENNAIO, quando il caffè sarà maturo, c’è il rischio che non possa essere raccolto. Per questo, sottolinea l’appello, «la violenza nelle comunità della regione degli altipiani del Chiapas coinvolge anche noi consumatori finali del caffè, acquistato e sostenuto economicamente attraverso gli esportatori del commercio equo, per cui riteniamo a nostra volta di interpellare le autorità delle diverse agenzie federali e statali affinché sia tutelato il nostro investimento in Messico, considerando altresì l’importanza di prendersi cura dei settori produttivi del caffè nello stato del Chiapas per importazioni efficaci. Per molti agricoltori il caffè è la loro unica fonte di reddito per le loro famiglie e il fatto di non averlo li costringerebbe a migrare per trovare sostentamento. L’insicurezza dei produttori di caffè genera un abbandono forzato delle coltivazioni, una bassa qualità del caffè e una violazione dei contratti internazionali stipulati per non essere in grado di raccogliere caffè. Questo è un forte danno economico per uno Stato che occupa il primo posto in Messico nella produzione di caffè, con il 35% della superficie seminata e il 40% della produzione nazionale. Inoltre, sta emergendo come leader mondiale nella produzione di caffè biologico secondo i dati del Coffee Institute of Chiapas (Incafech)». La comunità a cui si è rivolta l’Associazione Tatawelo è quella dei soggetti in molti casi gruppi di acquisto solidali che nel corso degli anni hanno sostenuto i cafeticoltores del Chiapas partecipando al prefinanziamento del caffè, cioè acquistando e pagando nell’inverno precedente il caffè che ricevono dopo l’estate. Un modo per garantire ai soci delle cooperativa zapatiste l’indipendenza economica nelle fasi di lavorazione dei grani.

Nel 2018 il prefinanziamento ha raggiunto i 152mila euro (132mila nel 2017, 112mila nel 2016), coinvolgendo ben 150 soci che raccolgono organizzano e consegnano il caffè ai gruppi di acquisto.

UN PROGETTO IN CONTINUA EVOLUZIONE: a Natale 2018, in collaborazione con Libero Mondo, che nei suoi laboratori di Roreto di Cherasco (Cn) si occupa anche dell’inserimento nel mondo del lavoro di persone con disabilità o che arrivano da situazioni di disagio sociale, Tatawelo ha promosso un nuovo progetto a sostegno della comunità indigene del Chiapas, legato alla trasformazione delle ciliegie del caffè, la buccia che ricopre i grani. «Tecnicamente si chiama drupa (assume un colore rosso vivo quando il frutto è maturo, ndr) ed è un elemento di scarto, che resta a terra: i contadini ne usano un po’ per concimare. Il nostro obiettivo, però, è arrivare a dar valore al 100 per cento della produzione, per sostenere i produttori indigeni» racconta Luca Gioelli di Libero Mondo.

Di «ciliegie» se ne ottengono 4 chili per ogni chilo di caffè: nell’estate del 2018 nel container ce n’era un sacco, che è stato trasformato in farina e usato per impastare il «bizcocho», un biscotto con farina di ciliegie di caffè (al 9,5%), che porta il marchio del progetto Tatawelo. È un esempio di economia circolare e solidale: la produzione sperimentale è di appena mille e trenta pacchetti, distribuiti grazie ai soci tra i Gas italiani. Poi, spiega Luca Gioelli, «faremo un sondaggio, per capire il gradimento». Violenza permettendo, nell’estate del 2019 il caffè zapatista sarà accompagnato dalla sue bucce. Pronte a diventare biscotti rivoluzionari.

© 2018 IL NUOVO MANIFESTO SOCIETÀ COOP. EDITRICE
19th settembre 2018

Territori Equosolidali, per un futuro responsabile e sostenibile

Equo Garantito, Fairtrade Italia e Assobotteghe, all’interno dell’importante cornice di Terra Madre 2018, lanciano la nuova campagna Territori Equosolidali con l’obiettivo di promuovere strumenti e azioni per attuare buone pratiche sul Commercio Equo e Solidale e in favore del raggiungimento degli SDGs.

Leggi qui sotto il Comunicato Stampa completo: se vuoi, puoi anche scaricarlo in .pdf

Scarica la locandina del programma del lancio nazionale a Torino della campagna il 24 settembre.


 

COMUNICATO STAMPA
Territori Equosolidali – rinnovare l’impegno tra Commercio Equo ed enti locali per un futuro responsabile e sostenibile

 

 

Milano, 19 settembre 2018

Riparte da Torino la sfida per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) a livello locale attraverso il Commercio Equo e Solidale.

 

Equo Garantito, Fairtrade Italia e Assobotteghe, all’interno dell’importante cornice di Terra Madre 2018, lanciano la nuova campagna Territori Equosolidali con l’obiettivo di promuovere strumenti e azioni per attuare buone pratiche sul Commercio Equo e Solidale e in favore del raggiungimento degli SDGs.

Un appuntamento importante che richiama l’attenzione sul ruolo fondamentale degli enti locali in tema di sviluppo sostenibile e di azioni concrete quali, ad esempio, gli acquisti pubblici responsabili, e le possibili collaborazioni con le organizzazioni di Commercio Equo e Solidale che sono presenti sul territorio con i prodotti, le botteghe, i volontari e i progetti di sensibilizzazione e informazione.

 

Il 24 settembre, dalle 10.30, nella sala conferenze del CAMPLUs di Torino Lingotto, nell’ incontro dal titolo Territori Equosolidali – dalle amministrazioni locali al cittadino. Le proposte del Commercio Equo e Solidale per un futuro sostenibile”, insieme ad esperti dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci), di alcuni Comuni tra cui Milano e Torino e ai rappresentanti delle organizzazioni di commercio equo, presenteremo gli obiettivi della campagna, le modalità di adesione e partecipazione, gli strumenti di attuazione e i materiali a supporto dei Territori Equosolidali: la guida, il sito, il video e la cartolina di presentazione. Un’iniziativa che riprende il via dopo una prima edizione di qualche anno fa, sulla scia del trend positivo delle città equosolidali su scala mondiale.

 

Un movimento di oltre 2000 enti locali, di diversa natura, che hanno scelto di promuovere il commercio equo in diversi settori, dandosi regole e obiettivi precisi per costruire opportunità economiche a livello locale e ponendo maggiore attenzione alla produzione e al consumo responsabile.

Londra, Parigi, Madrid, Ghent sono solo alcune delle più importanti città equosolidali e anche in Italia molti enti locali hanno già intrapreso pratiche di sostenibilità e promozione del commercio equo introducendo, ad esempio, alimenti equosolidali nelle mense scolastiche, appoggiando progetti di cooperazione internazionale insieme alle organizzazioni di commercio equo, promuovendo campagne di attivazione nella giornata mondiale del Commercio Equo e Solidale.

 

Gli ospiti d’onore di questo appuntamento saranno i comuni di Milano e Torino, che hanno avviato processi di definizione di food policy cittadina, nei quali è compreso in parte anche il Commercio Equo e Solidale e che presenteranno quindi le esperienze e i progressi fatti in tema di sostenibilità a partire dal settore alimentare.

La chiamata delle Nazioni Unite a tutti i soggetti pubblici e privati per cercare proposte e soluzioni alle sfide globali è stata lanciata a fine 2015. Il Commercio Equo e Solidale, da sempre promotore di modelli di economia basati sul rispetto dei diritti umani e dei lavoratori, dell’ambiente e di opportunità di crescita e inclusione sociale ha accettato la sfida e il lancio della campagna è il primo esempio di partnership strategica da mettere in atto per rinnovare gli impegni per la sostenibilità e la lotta alla povertà e all’esclusione sociale.

 

La campagna è promossa da Equo Garantito, Fairtrade Italia e Associazione Botteghe del Mondo.

 

 

La partecipazione è libera – per iscrizioni web@equogarantito.org

Con invito alla diffusione

Per maggiori informazioni:

 

Cristina Sossan – Equo Garantito

Tel 349. 7829291 – cristinasossan@equogarantito.org

www.equogarantito.org

 

Fairtrade Italia – Elena Guzzonato

Tel. 340.9832227

stampa@fairtrade.it

www.fairtrade.it

 


Promotori

Fairtrade Italia è il consorzio che dal 1994 rappresenta e promuove il Marchio di Certificazione Fairtrade e i valori del Commercio Equo e Solidale certificato sul territorio italiano. I soci di Fairtrade Italia sono organizzazioni non governative, associazioni, cooperative, consorzi e società che sostengono il Commercio Equo e Solidale, la cooperazione internazionale, l’azione sociale, la finanza etica, il rispetto dell’ambiente e la tutela dei consumatori.

Equo Garantito è l’associazione di categoria delle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale italiane. Rappresenta nel Paese, nella società civile, con i media e le istituzioni locali e nazionali le esperienze e la cultura dei suoi Soci: organizzazioni non profit e Botteghe del Mondo che promuovono i prodotti e i principi di un’economia di giustizia fondata sulla cooperazione e su relazioni paritarie tra i soggetti che partecipano alla realizzazione di un bene.

È depositaria della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale e gestisce il Registro Italiano delle Organizzazioni di Commercio Equo e Solidale attraverso un sistema di controllo certificato.
Associazione Botteghe del Mondo nasce nel 1991 come telaio per tessere tra le Botteghe del Mondo una rete di economia solidale sui territori e promuovere il Commercio Equo e Solidale, a tutti i livelli. Ha contribuito alla scrittura della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale ed è proprietaria dei marchi Bottega del Mondo e di Tuttaunaltracosa, la fiera nazionale del Commercio Equo e Solidale.

31st luglio 2018

Lettera agli Europarlamentari

L’Associazione Botteghe del Mondo risponde al nuovo appello lanciato dalla campagna StopTTIP ed invita tutti i propri volontari ed attivisti a fare altrettanto.

 

Nella più totale assenza di trasparenza e forzando il bilanciamento di poteri tra le istituzioni europee, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha rilanciato le trattative per il TTIP con Donald Trump. 

L’intenzione di Bruxelles è nominare un ristretto gruppo di tecnici che avvii il negoziato con la controparte statunitense. L’obiettivo è discutere dell’abbattimento di dazi e regole su una vasta gamma di settori: dall’agricoltura all’energia, dai farmaci alla chimica. La Campagna Stop TTIP Italia condanna fermamente questo gesto antidemocratico, che non tiene conto della contrarietà espressa da più di 3,5 milioni di cittadini europei, dei numerosi richiami alla trasparenza che negli ultimi anni il Mediatore europeo (Ombudsman) ha mosso alla Commissione e alle proteste fiorite in tutti gli Stati membri. 

 

Le forze politiche che siedono nel Parlamento Europeo devono immediatamente prendere la parola e fermare questa corsa verso una pericolosa apertura dei mercati, ricercata senza alcun mandato da parte dei governi nazionali.

Per questo oggi la Campagna Stop TTIP invita tutte e tutti i cittadini italiani e le organizzazioni della società civile a sollecitare gli europarlamentari italiani a difendere l’interesse pubblico e a far valere la loro posizione di rappresentanti dell’Italia in Europa.

 

Ecco la lettera che invitiamo a inviare: per la lista dei contatti email degli europarlamentari CLICCA QUI

 


LETTERA AGLI EUROPARLAMENTARI

Oggetto: Fermare il TTIP Zombie di Juncker e Trump

 
Gentile Europarlamentare
Come associazioni, sindacati e comitati della Campagna Stop TTIP Italia diciamo NO ad ogni forma di TTIP mascherato, il cui negoziato è stato riavviato dopo l’incontro del presidente Junker con Trump
La nostra prima analisi – che potrete trovare qui https://bit.ly/2v8LGuz – evidenzia i rischi di un negoziato ancora meno trasparente del TTIP, che mette chiaramente sul tavolo standard, regole e diritti essenziali come il cibo e i farmaci, e li affida a un non meglio precisato “comitato di esperti”, senza alcun mandato negoziale espresso dai Governi con un processo su cui nemmeno il Parlamento europeo sembra avere esplicito potere d’indirizzo e controllo.
Le Elezioni europee convocate per il Maggio 2019 saranno, per noi, occasione per verificare il vostro impegno a difesa dei nostri diritti, di quelli dei nostri territori e del nostro futuro.
Vi chiediamo di stringere la Commissione nei suoi limiti definiti dai Trattati e di fermare il TTIP Zombie di Juncker e Trump come vi hanno chiesto più di 3,5 milioni di cittadini europei e 75 mila vostri elettori.
 
26th ottobre 2017

100 Sindaci per il Commercio Equo

Parte da Osnago e da Tuttaunaltracosa una petizione a sostegno della Legge Nazionale per il Commercio Equo

A poco meno di un mese da Tuttaunaltracosa, Fiera Nazionale del Commercio Equo e Solidale tenutasi a Osnago (LC), sono già decine le Ammistrazioni e i Sindaci che hanno aderito alla raccolta firme a sostegno di una rapida approvazione della Legge nazionale sul Commercio Equo e Solidale. Un’occasione storica, importante per tutto il movimento e a tutela dei milioni di consumatori e produttori che grazie al Movimento del commercio equo ogni giorno possono scegliere di produrre e consumare in modo equo e responsabile.

L’iniziativa a sostegno della legge è nata da un convegno tenutosi durante Tuttaunaltracosa ed è fondamentale poichè per la prima volta normerà il settore con un Albo pubblico.

Scarica la petizione 100 Sindaci per il Commercio Equo Solidale

Le adesioni e le richieste di informazioni possono essere mandate a equosolidale@assobdm.it

Assobotteghe, Equogarantito e Fairtrade Italia ringraziano gli Amministratori locali che hanno già aderito.

(altro…)

Powered by LibLab